giovedì, 21 ottobre 2004, ore 13:52

In vetta

(Nell'aria... Trouble - ColdPlay)

Non che sia un'impresa titanica, ma le scalate comunque sempre difficili sono. La cima è lassù che attende quieta, le nubi quasi la avvolgono totalmente ma sai che è là e che aspetta solo il tuo passo, magari incerto. Ti appresti a salire e quasi, inizialmente, sembra facile. Passo dopo passo, piccole distanze che si accumulano, progresso costante. Nel frattempo scorgi il paesaggio, tutto è così ampio e maestoso, respiri a fondo e l'aria pura e benefica ti riempie i polmoni, ti dà la forza per continuare ancora, senti in quel momento che forse ti sei liberata dai legacci del passato che ti trattenevano, percepisci che ce la puoi fare, sai che, mentre eri occupato a riparare i cocci della vita che avevi prima di incontrare sul tuo cammino quella montagna, la vetta non si è mai mossa e continua a stare in attesa, movimento dopo movimento ora potresti afferrare la tua scelta involontaria dopo aver ascoltato ed aver posto le tue più profonde domande senti di avere le risposte. A quel punto ti aggrappi anche con le mani, affondi le dita nella terra, con tenacia lotti, ti opponi a quello che comunque vorrebbe rallentarti, forse ci sono attimi in cui i sassi si muovono e scivolano sotto le spinte, attimi in cui magari ti spezzi un'unghia, comunque riesci a non cadere ma ti ostini e vai avanti. L'unico problema è il respiro che accelera e si affanna, uno sguardo in alto ti rivela quanto poco manca alla sommità e la gioia che essa darebbe è così forte che ti chiedi perplessa cosa ti impedisce di correre, precipitarti per raggiungere al più presto lassù un caldo rifugio, come fossero braccia amorevoli, velocemente andare incontro alla visione del mondo che una vetta ti offre. I respiri si fanno sempre più profondi, ma il sollievo tarda a venire, la cima è così vicina e credevi di non essere troppo grande per sognare, eppure ti sfugge. D'improvviso conosci il motivo per il quale non riesci a raggiungerla, d'improvviso confusa ti fermi perchè...ti manca il sostegno essenziale...ti manca l'ossigeno.

Sognato da Mirus
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sabato, 16 ottobre 2004, ore 10:12

Furti

Prendo in prestito un foglio per farvi scorrere la penna, rubo una pagina al mio tempo occupato forse per scrutare la mia anima. Di fronte alle parole di chi si ostina infantilmente e meschinamente a non voler capire arrivano parole che dimostrano una comprensione poco rasserenante per me. Non amo starmene scoperta, ma così mi sento, leggo e penso, scorgo gli accenni dubbiosa e di contro vedo le insinuazioni certa.

Rubo, si anche io disonesta, al Caso rubo la sua casualità, ho deciso di fare in modo che accada, di non aspettarlo nonostante tanto mi abbia dato sinora, ma di muovermi verso di Lui anche se ho la sensazione di non vivere Tempo per come scorre, l'unica percezione che ho di esso è che mi vola intorno. Ma non posso uccidere l'assassino. Anche se a volte di attimo in attimo mi ostino a provarci.

Ometto quello che vorrei dire, spaventata mi chiedo quando se ne andrà questa tristezza. Non pensavo potesse fare così male infondo.

Le buone intenzioni lastricano sempre le strade che conducono nei luoghi peggiori.

Mi domando se non sia il "silenzio" La soluzione per ora oppure semplicemente rannicchiarmi sul divano, quel divano che sembra scomodo, ma che unico ora riesce ad acquietare il mio sentire. E mi alzo la mattina con le conseguenze avvertibili fisicamente, dubbi ed ansie si trasformano in contratture e dolori, percepisco i graffi, quelli fisici e quelli emotivi.

La pioggia scivola piano sul tetto, le lacrime scivolano piano sulle guance, il resto mi scivola piano addosso..e grazie a Sorte scrivo a chi nello stesso identico momento mi sta scrivendo ed inconsapevolmente parlando a me dei miei stessi pensieri. La buonanotte si ode poi in quel modo tutto particolare in cui una buonanotte scritta si può udire. E le "parole scritte" anche se non possono essere rilette restano.. (e visto che oramai sono avvezza al furto uso le sue parole)...perchè sono divenute "idee...passate...trapassate attraverso noi" e così quindi nessuno le potrà mai rubare...(grazie a Lei per avermele "concesse").

Si credo di essere consapevole ora, almeno mi piace pensare di esserlo.

Qui ed Ora per essere Ovunque...e la mente va..sulle note vola verso il mio pensiero costante.

Sognato da Mirus
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venerdì, 01 ottobre 2004, ore 14:16

Premura

A volte succede che hai un pensiero che guarda oltre, che presuppone attenzione e che con fatica si fa strada nel sentire egoistico. Ma alla fine affiora. Metti in atto il tuo proposito ed aspetti dando tacitamente, per paura che prendere causi troppa oppressione. Poi però le sensazioni ti sfuggono tra le dita, le impressioni si fanno contorte e nonostante ci si conosca e certe cose si sappiano capita di vedere quello che non c'è.

A volte succede che pronunci frasi ed esse hanno un impatto e quando vedi che questo impatto è forte e magari negativo improvvisamente ti rendi conto che è un peccato, davvero un peccato che l'altro, sopraffatto da parole e percezioni che leggere e poco pregnanti così come sono arrivate se ne andranno, sopraffatto dall'incomprensione momentanea, non colga il dolce pensiero.

A volte succede di non coglierlo...ed allora ricordamelo, ma da tempo a questa parte io so che c'è e lo sento, quindi non pensare che io non veda la tua tenera e per me così importante premura. Forse la cosa più giusta sarebbe delicatamente ringraziare ogni volta che la scorgo, ma se invece di "grazie" dico "lascia che ti stia accanto" è perchè anche io voglio che tu la veda la mia sollecitudine.

A volte succede che permettere all'altro di essere "utile" è la più grande forma di gratitudine da concedere. Quindi lascia che alla tua premura faccia specchio la mia ed io farò il contrario.

Per te, per me, ma soprattutto per noi, che questo sia il nostro grazie di esserci...tutti i giorni...comunque sempre così positivamente diversi.


 

Sognato da Mirus
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