mercoledì, 24 novembre 2004, ore 18:38

Nel mio regno

A volte mi perdo, solitaria nel mio regno, vago senza fissa dimora in balia di correnti blande o portentose a seconda del vento. Nella nebbia del mio essere incrocio poi fantasmi del passato che ogni tanto insinuano le loro voci nelle mie orecchie ed esse sono così stridule che feriscono i timpani e l'animo. Vestita d'altri tempi porto le mani alla testa cercando di scacciare i rumori che altri suoni non mi fanno udire. Da un pò di tempo però nel mio regno c'è Musica soave, come di clavicembali e tamburelli...come se ci fosse una festa in questo borgo medievale. L'ho desiderata, seguita,cercata, trovata, ella dolce mi ha sorriso sussurrandomi che avrebbe mantenuto le sue promesse anche se non ci credevo. Ed allora ho alzato gli occhi e ho visto Luna immersa nell'azzurro cielo illuminato da Sole, essi si guardavano affettuosi in una volta diurna che stranamente in quel momento più della notte ad entrambi apparteneva. Ho ricordato gli occhi grandi di dolcezza, le braccia vere e forti di comprensione, il sorriso gioioso di entusiasmo, le carezze tenere di premura, ho ricordato la voce cristallina di emozione e quella amorevole di calore, ho ricordato la giovane impulsività ed i sogni che non osavo fare, ho pensato al sostegno costante. Forse non c'è mai stato tanto chiarore nel mio regno.

Ci penso e odo ancora i tamburelli, ho poi la sensazione quasi netta...

...si è possibile che sia felice...

"Bella che così fiera vai non lo rimpiangerai, cogli la prima mela...
Bella che così fiera vai non ti pentire mai, cogli la prima mela...
Danzala la vita tua al ritmo del tempo che va ridila la tua allegria ...
cogli la prima mela..
Bella che così fiera vai non lo rimpiangerai, cogli la prima mela...
Bella che così fiera vai non aspettare mai, cogli la prima mela...
Stringilo forte a te l'amico che ti sorriderà
e fortuna a chi se ne va ...
cogli la prima mela... "

(A.B.)

Sognato da Mirus
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mercoledì, 17 novembre 2004, ore 03:29

Oltre

Al pensiero che va oltre...
Oltre il Bene e la comprensione...
Oltre ai sorrisi e agli abbracci...
Oltre agli allontanamenti e ai riavvicinamenti...
Oltre alle ingenuità e agli errori...
Oltre l'aria che respiro, la terra che calpesto, le cose che vedo...
Oltre al passato...
Oltre ai "ti prego perdonami"...
Oltre ai giochi e le risa...
Oltre le discussioni e le divergenze...
Oltre le differenze...e le somiglianze...
Oltre l'apparenza e la superfice...
Oltre la distanza... e la vicinanza...
Oltre il tempo... trovando il momento..quello giusto, per arrivare...
Oltre per vedere e sentire, per cogliere e consolare, per avere ma solo dopo aver dato...
Oltre la premura, l'affinità, la tenerezza, la dolcezza, l'istinto, l'intuito, gli occhi, le mani, i capelli...il corpo, l'anima, il cervello...
Oltre me che mi smarrisco, ma esso sa dove ritrovarmi...
Oltre il guardare indietro...per scorgere solo futuro orizzonte...anche se ora è difficile.
Al pensiero che va oltre, oltre a tutto quello che sento, leggo e vedo che immensa tristezza genera, oltre a Tanatos che continua imperterrito a farmi visita spogliandomi pezzo dopo pezzo dell'unica infanzia felice che riesco a ricordare...e così tra i cipressi e le aiuole io, di nuovo, la perdo...
Oltre il dolore...
Oltre la gratitudine...la mia.
A lui e a tutti i dolci pensieri che io so...sono veri.
Sognato da Mirus
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domenica, 07 novembre 2004, ore 14:32

Bellezza é Verità, Verità é Bellezza

Era primavera e mi imbattei in una piccola pietra scura. Sembrava quasi non voler farsi vedere nell'ombra stava silenziosa, sembrava dire :
"Passa svelta e per favore non accorgerti di me"

Mi chinai a raccoglierla, con attenzione la tolsi dal selciato del mio sentiero, cercando di non pungermi con i suoi spigoli. Mentre la osservavo sorpresa mi chiedevo cosa mi aveva spinto a prenderla e portarla con me, muovevo intanto nuovi passi in un percorso sconosciuto ed accidentato e quello non era forse un altro peso? Probabilmente, però mi era bastata l'indicazione della mia piccola principessa adorata: "E' una bella pietra" aveva detto...e così io l'avevo afferrata.

Dopo averla guardata un pò poi mi accorsi di sommessi bagliori che nel buio di striature scure nascondeva ed allora ho iniziato a prestarle attenzione maggiore, sempre di più e sempre più a lungo. Mi sono domandata poi: "E se queste strie scure non fossero altro che un guscio di sporco?"

Allora ho provato, ho tentato e con decisione ho fatto scorrere la mano su di essa. Intravedevo ad ogni millimentro lasciato libero una luce sconosciuta eppur familiare, così bella da perdervisi dentro, ma improvvisamente mi bloccai. Un piccolo dolore mi aveva attraversato il palmo, uno dei suoi angoli appuntiti mi aveva tagliato, avevo imparato a camminare con ella ma ella inaspettatamente mi aveva come morso. La lasciai cadere, stupita, delusa e ferita, ferma restai perplessa a fissarla, gli occhi rivolti verso il basso.

"Non riuscirò a raccoglierti di nuovo" dissi sommessamente "..non dopo questo"

Non parlò ma con moto improvviso ebbe un sussulto, una crepa si aprì nel suo guscio ed in quel momento io capii che anch'ella soffriva imprigionata nella corteccia tagliente di una forma che non era sua. La osservai dibattersi e pian piano far affiorare una luce quasi accecante, limpida di tenero abbraccio, forte di comprensione.

"Sei dunque così bella" le sussurrai mentre la riportavo su quel palmo ferito ora da ella stessa guarito.
"Non sono bella, brillo a contatto con la tua pelle, perchè tu lo sei...molto bella"
"Io non ci credo..." risposi "...credo che la tua luce solo da te provenga"

E così la querelle durò un pò fino a che entrambe non ci accorgemmo che la futilità della questione era palese di fronte alla nostra verità.

"Dunque quello che vero vediamo diviene Bellezza?" mi chiese il piccolo diamante grezzo finalmente libero dallo scuro carbone.
"Già lo era, solamente che noi ora lo scopriamo... e se ti lego con un laccio di affine similitudine ed affettuosa complicità verrai con me per donarmi la tua luce?"
"Non so se ho luce da donare ma verrò per vedere con i tuoi occhi"

Non discutemmo ulteriormente ma sorridendo capimmo e mentre io l'appoggiavo sopra il mio cuore la piccola pietra dolce di premura chiese:

"Non ti ferirò di nuovo con le impurità del mio essere se mi tieni così vicino?"
"Non lo farai, al contrario renderai la mia pelle più forte e levigherai le tue increspature..sempre che tu lo voglia..."
"Lo voglio"

E così ripresi il cammino, parlando per ore con la mia nuova compagna di viaggio e beandomi della sua luce sul mio sentiero, sorridendo del calore che trasmette al mio cuore.
Sognato da Mirus
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mercoledì, 03 novembre 2004, ore 11:57

Scacchi

C'è uno strano movimento che entra nell'intimo, che arruffa il cuore e la mente, in una spirale di incastri astutamente architettati dal Caso. Egli infatti decide e dispone gli ignari pezzi su di una scacchiera distorta. La sua irregolarità la fa bella, la sua mutabilità stordisce. A volte succede che delle figure si perdano e così il piccolo pedone si sente smarrito...ma smarrito non è, un altro cambiamento è avvenuto, improvvisamente ha una prospettiva inaspettata. Attaverso nuovi occhi allora osserva attentamente e in poco tempo ritrova Alfiere, Torre, Cavallo, Re e Regina, compagni di quello strano viaggio, che procedono con lui in quella bizzarra scacchiera. Dagli occhi nasce poi il sorriso, quello di un volto felice...quello di un animo confortato. Ed essi vivono un nuovo inizio.
Sognato da Mirus
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