Labirinto
Mi aggiro affannata, errante,
scorgo altre cercando Oltre,
mancanza si veste d'assenza,
mi interrogo inquieta.
E se non ci fosse niente da capire...
E se fosse tutto chiaro come mi sembra...
E se fosse invece solo notturno delirio...
E se...
Nell'intreccio...
...mi smarrisco.
Nessun dolore
Forse ripeterlo giova allo stato generale delle cose.
Nel secondo in cui ti guardi dentro per cercare quello che in quell'attimo non c'è, nel mezzo del vissuto il vuoto riempito sembra ancora vuoto.
Nella fuga di quel momento la mente si oppone all'animo gridando che non ci deve essere nessun dolore...nessun dolore...
Nelle percezioni che cambiano gli occhi in cerca dell'indefinibile trovano altrove quello che invocavano...
...crolla la chiarezza di intenti, crollo nel mio debole per te...
...e come sempre sei...
..bellissimo.
Stati patologici
Mi chiedo se la malattia esalti la percezione di se stessi.
Più che la sofferenza fisica in una serata solitaria si riescono ad afferrare gli stati d'animo accantonati, pensieri sopiti ma non per questo attutiti. Il mal di testa, il mal di gola, il mal di stomaco... il mal di sè.
Qual è davvero la patologia di essere ora? Non credo che c'entri un antibiotico o un analgesico, non credo c'entrino i medicinali in genere, per guarire serve altro, lo stato morboso dell'organismo è un dibattersi di desideri insoluti, che a volte prendono il sopravvento su quelli appagati. Ingigantiti dal sentire e dall'occasione sembrano enormi ed insormontabili per brevi attimi che appaiono eterni. Agitarsi e perdersi è facile, identificare una pena con un'altra anche. E se il sollievo tarda a venire poi comunque arriva, anche se è solo recuperare la lucidità che mancava, anche se è solo riappropriarsi di una certa prospettiva...anche se è solo un "...anche tu".
Amara Assenza
E così subito dopo aver visto il volto dolce di Mancanza affronto Assenza forte come non mi aspettavo, ancora presente in maniera a volte quasi brutale, che lascia senza fiato, affogata nel cuscino, triste di singhiozzi malcelati. E' impetuosa e dall'espressione furiosa, crudele si accanisce..e i tasti che solitamente sono rifugio risultano ostici anche se ho provato questa sera, si davvero ci ho provato..ma non riesco a guarire nonostante i medicinali, ma la cura..la vera cura mi sfugge. Anche se ho ceduto...
Mi manca l'aria pura, respiro male...sto soffocando.
Dolce Mancanza
L'ho sentita...ma davvero. Non che io non abbia mai sofferto dell'assenza, ma ora la tocco con mano, la stringo conscia. E' diversa, è impazienza di un incontro, è la smania di calore. Ma poi rifletto e penso che la sensazione non mi è certo nuova, eppure ora ha qualcosa che non so definire bene. Forse è più concreta, sto distesa, fisso il soffitto, ricordo suoni..a volte visioni e m'invade, lenta come onda del mattino che lascia poi la battigia umida dopo la leggera risacca, è calma e serena..è bassa marea, è quella distesa piatta che si affaccia alla vista all'alba sulla riva od in serata, sembra liscia ed immota ed invece si scuote piano con increspature lievi. Pensiero mutato perchè ha perso parte della sua intrinseca negatività, non è più rumoroso e disordinato rimbalzo di un flusso respinto da un ostacolo, dalla costa a picco o da scogli, moli o frangiflutti, anche se soffro la lontananza ho una nuova consapevolezza. Nonostante la distanza vivo chi non c'è e desiderando mi assopisco nella mancanza.
Sino al ritorno.