Apatica Clessidra
Una precipitazione nel cuore, un tormento nella mente.
E' poi come fosse spossatezza. Come aver corso per chilometri per poi rendersi conto che l'obbiettivo, dopo tutta la strada percorsa, sembra più lontano di quando hai iniziato a muoverti.
Allora ti guardi intorno in cerca di qualcosa con cui poter ingannare Tempo. Egli però è fuggevole eppure attento, nemmeno un secondo gli scivola inconsapevole tra le dita. Come granelli di sabbia li lascia cadere inesorabili ma lenti, indolentemente li dosa. Fissandoti irride il bisogno, lo veste di impedimento oggettivo, lo circonda di nervosa rabbia. Il pensiero della meta docilmente lo contrasta.
Nell'assenza.

Per percorsi noti oppure inconsci comunque la meta sarà una, da raggiungere e probabilmente sconfiggere.
Per percorsi diversi insinuante ed insidiosa la rabbia prende il sopravvento frequentemente e la paura confonde le intenzioni.
Per percorsi noti oppure inconsci, seppur in un oceano torbido di pattume, comunque certi interrogativi vengono a galla ed anche le risposte.
Perchè se da qualche parte si può leggere che Verità non esiste, dentro di sè si può capire chiaramente che ella non vive solo per chi non sa cosa sia e non l'ha mai vista. Limpida e splendente rifulge della Bellezza insita in sè stessa.
Povero lo sciocco che non la riconosce.
Che pena mi fa.