Incredula
A volte non ci credo.
Semplicemente, senza tanti giri di parole.
Semplicemente non ci credo più.
Come cala e cresce la Luna il mio animo avverte l'intima contraddizione di quello che mi sembra di vedere.
Mi sembra...ed è questo il punto. O forse più precisamente mi sembrava. Non posso negare di essere stata morta, di esser stata uccisa, magari solo in parte di nuovo nata. Vago vedova di me stessa. E poi, tra la nebbia delle decisioni non ancora prese, attimi limpidi in cui tutto è assolutamente chiaro e seguenti fugaci momenti in cui purtroppo lo è ancora di più.
Netta si staglia la consapevolezza.
Specchio di molti pensieri si fanno i miei occhi che tristi s'interrogano. Specchio di molti pensieri si fa il mio sorriso che nasce spontaneo.
Oscillo sospesa, intravedo Speranza che troppe volte è stata assassinata ed in quel mentre sono sicura che sia ancora viva, risorta come fenice, nascosta in altro sentire, sfuggita alle occasioni perdute, ai viaggi mancati, alle ricorrenze vuote.
Mi assale talvolta però un'anacronistica ineluttabilità di pensiero...
...ed io semplicemente non ci credo.
Nelle essenze di chi non esiste, nelle personificazioni di reazioni chimiche e di vaghe e vane illusioni...
...semplicemente non ci credo.
Scaccio nervosa le urla di Amore che insiste nell'affermare gridando la sua decisa ingerenza nelle quotidiane azioni e Futuro mi si pone sempre più spesso dinanzi chiedendo...
Chissà quanti si ignorano deliberatamente dopo esser stati amanti...
...chissà quanti...
Seta
Liscia la pelle scivola sotto la mano attenta.
Come rito propiziatorio anche per la mente ogni olio lentamente si muove e nutre. Nuove fragranze inondano le narici ed i respiri gonfiano il petto.
Mi preparo ed attendo.
E' l'attesa che lentamente tramuta. Nessun dolore deve poter trovare appiglio nell'aspettare. Fu già molto tempo fa il supremo consiglio. Non ci colga impreparati quello che c'è e che fa il suo corso. Che il pensiero sia pronto e così anche il corpo.
Liscia la pelle scivola sotto la mano attenta.
Odor di pesca e di zenzero che ad inspirarlo sembra quasi rotondo. E così morbidamente il dolce sentore arriva nel profondo.

Parole rubate
"...ed i miei pensieri affondano
nella profondità dei tuoi occhi.
Sono sdraiato sulle onde del mio malessere
e guardo fisso dinnanzi a me
le forme danzanti del mio stato confusionale
e per un attimo scorgo il tuo sguardo ruvido
e secco che penetra sotto la pelle
logorandomi."

Bentornato Angelo, tra le maglie di questa suadente ed appiccicosa tela di ragno...e di nuovo immediatamente torni a narrare.