mercoledì, 28 settembre 2005, ore 11:10

Danza involutiva

C'è una sottile differenza tra il vedere e il non vedere, sembra palese e semplice comprendere cosa si sta osservando eppure non è così. Tengo gli occhi chiusi stanca dei miei fallimenti e proprio mentre penso di occupare forza ed energia nel cercare di capire mi sto rendendo volutamente cieca. In una sorta di danza macabra ignoro il mio lento scomparire e sorrido di fronte al tempo che si consuma inesorabile. Indosso una maschera e poi un'altra ed un'altra ancora in infinite mutazioni di me specchi solo del parziale. Giro in tondo mostrando mille volti senza nessuno che mi guardi negli occhi davvero e scorga l'intero. Ciò che era linfa vitale ora avvelena il sangue, asfissia la mente. E' il mio tocco che imputridisce o il sentire marcisce da solo? Gli scritti che narrano di attimi chiari immersi nel Sole prenderanno il colore dei fogli in cui sono rimasti intrappolati e che a lungo hanno vagato senza dimora. Non trovano posto e non ne troveranno. I ricordi non hanno saputo incarnarsi in trascrizione ed ora sono morti di rimpianto nel cambiamento.
Straccio pezzi del mio soffocante cuore, li lascio cadere e faccio finta di non vedere.
Incoscientemente continuo a ballare.

Sognato da Mirus
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prosa lirica