lunedì, 28 novembre 2005, ore 17:00

Undressed

Come il serpente che cambia pelle quando essa è troppo stretta per contenerlo ancora, così cambio pelle io che cresco o mi rimpicciolisco, comunque muto. Mi lascio vecchi aspetti di me alle spalle solo quando so che non avrò rimpianto del mio precedente vestito o quando è oramai troppo largo o troppo stretto, troppo sfilacciato, scucito o strappato. Perchè la radice profonda a cui essere fedele non è ancorata alla mia pelle ma attraverso di essa passa e si diffonde. Come l'effluvio di un profumo, come il diverso intento di uno sguardo. Vestita di nuovo e nuda di me.
Sognato da Mirus
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attimi





martedì, 22 novembre 2005, ore 14:45

The Killing Moon

Pochi sguardi ad osservarti piccola, solitaria, dolce Luna. Il mio lo ricambi paziente nell'attesa di righe che ti ho rubato lasciandole altrove. Fogli, penne o sconosciuti tasti. Ti ho guardato per diverso tempo come se avessimo un conflitto aperto ed ora m'accorgo d'aver deposto le armi, benevola mi attendi, mi avvolgi di suoni che a te riportano. Confortante il tuo abbraccio che pure ho pensato di rinnegare, invadi di luce leggera notti e note che mi riportano sotto il tuo cielo, così privo di nubi, così scoperto d'amore e di dolore. Sono qua Luna, mai potrò andarmene perché ti appartengo come tu appartieni a me e non esiste sconvolgimento che troppo lontano mi trascinerà dal tuo spazio. Hai messo radici così profonde col tuo lieve chiarore che non le riesco ad estirpare dal cuore, pur volendo, pur razionalmente ascoltando una me che ti trova vestigia del passato, di un sentire troppe volte mutato. Ma tu sei nata in me ancor prima che ti scoprissi, per darmi vita ed uccidermi, per regalarmi sorrisi e lacrime. Come posso stringere le mani, affondare la lama...premere un bottone. Esito e sempre esiterò...è che mi piace sfidarti nonostante sia sicura della tua vittoria. Mi arrendo mia Luna anch'oggi mi abbandono e aspetto la notte. La tua notte, le tue note. Sorridi mia Luna sorridi, infondo hai sempre sorriso a chi invece che osservare te fissava il mio dito.

"Under Blue Moon I saw you
so soon you'll take me
up in your arms
too late to beg you
or cancel it though
I know it must be the
killing time
unwillingly mine
Fate up against your will
through the thick and thin
he will wait until
you give yourself to him
In starlit nights I saw you
so cruelly you kissed me
your lips a magic world
your sky all hung with jewels
the killing moon
will come too soon
Fate up against your will
through the thick and thin
he will wait until
you give yourself to him..."

Scorre in questo spazio, avvolgendolo...
The Killing Moon - Echo And The Bunnymen

Sognato da Mirus
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musica, prosa lirica





giovedì, 03 novembre 2005, ore 11:27

Fruscianti Fragori

Smarrirsi, incontrarsi, perdersi, lasciarsi...visioni dal centro del petto come onde frenetiche che si quietano tra le mura familiari di rosa dipinte, tra il calore di una trapunta, tra le fusa di una gatta. Ed allo stesso modo il senso di non appartenenza proprio fra le stesse mura non si placa, al contrario grida per poi sussurrare, in mille altri modi sa farsi sentire. La rabbia non sfogata, l'apatia mal celata, il risentimento verso chi chiede ma non conosce, chiede e non capisce, chiede ma non è interessato realmente altrimenti avrebbe già letto, avrebbe già visto. Chiedere cosa poi? Piccole anime che si aggirano in un piccolo paese di piccole case, che stanno su piccole colline alle pendici di piccoli monti ad osservare l'apparenza delle cose. Desidero volti sconosciuti che non fissino i miei gesti, una folla muta in una grande città brulicante eppur vuota, che sappia non disturbarmi mentre abbraccio parte del mio cuore. Fuori dal guscio della mia stanza, fuori dal suo tepore vorrei poter gridare solo al vento l'amore.

Sognato da Mirus
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prosa lirica