sabato, 22 luglio 2006, ore 19:55

Girotondo

Ci sono cieli aridi che non versano lacrime, plumbei eppur immobili, scuri ma privi di pioggia benefica. Ben venuta sarebbe una tempesta, ben accetto un acquazzone ma niente di tutto ciò porta il refrigerio agognato e l'animo si sospende in perenne tensione, corda di violino che non può suonare, arco teso senza frecce da scoccare. Il Sole riesce a far trapelare solo il soffocante calore ma non un raggio di luce compare, la Luna nemmeno si fa vedere. Si muove lentamente il pesce nello stagno inconsapevole della tela del ragno, entrambi si contendono però lo stesso pasto, per l'ignara farfalla lo stesso ruolo nefasto. Si tende lo sguardo oltre ogni misura, si tende la mano ma senza premura, si tende il mondo che gira in tondo, verso la natura si tende la parola. Così chi non usa durezza presto sparisce, chi ama la cortesia di certo patisce, chi di gentilezza fa un principio bene non sarà accolto e di pietre aguzze farà collezione. In difesa davvero dunque conviene schierarsi, lontano dal pesce riuscire a volare, in spazi aperti scongiurando le tele, ché nessun altro verrà a salvarti nel crudele gioco delle parti.
Sognato da Mirus
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prosa lirica





venerdì, 14 luglio 2006, ore 04:01

Painted Skin

Avrei voluto regalarti il mio sorriso e avrei voluto trovarti per raccontare di orme sulla spiaggia e di stridulo gracchiare, di voci lontane e senza importanza, di splendida indolente torpidezza. Eppure solitaria Selene mi scopro a guardarti senza nulla da dire, con poche lettere che turbinano nel petto, pochi gesti a cui penso prima di mettermi a letto. Avrei voluto cantarti la mia canzone e avrei voluto trovarti per raccontare di una conferma e non di una distruzione, di una volontà attuata e non di un'intenzione. Eppure solitaria Selene mi scopro a temerti nella tua luce indagatrice, perché sai far uscire quel che non so nemmeno di dover dire, perché sai scrutare e capire che non tutto va come deve andare. Mi piacerebbe straziarmi di dolore, contorcermi e gemere nel sudore, rigirarmi fra le lenzuola e ingarbugliarmi nella notte ma qua l'aria è deliziosamente fresca e me ne sto così, apparentemente controllata, a ponderare, a non credere di poter ricominciare, a galleggiare, docilmente a galleggiare, desiderando l'onda adatta a farmi di nuovo viaggiare, trasportare, desiderando una traccia di colore che ammanti di rosso il grigio, che doni di nuovo alla mia pelle il riverbero del colore, aspettando la mano che ritragga le linee del sentire, rimpiangendo quando dipingere le era naturale.


"I'm thinking of you In my sleep They're not good thoughts...
But there's no easier way...
But i don't wanna hear this no more And i don't wanna feel this no more
And i don't wanna see this no more And i don't wanna experience this no more
Cause i know i 've got to say I know i've got to say
Goodbye Baby goodbye Goodbye Baby goodbye
You're my sweetheart Goodbye
You're my sweetest
Goodbye..."
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Sognato da Mirus
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musica, attimi