Le note che accompagnavano il suo meditare la distraevano dalla penna che teneva fra le dita. Non che ultimamente la penna le fosse stata poi molto amica, al contrario, tra le altre questioni da tempo rimandava la stesura di una lettera importante, non le sembrava mai di essere in grado di caricare con l'
inchiostro giusto la stilografica ed iniziare a tracciare segni, nononstante il forte desiderio non si sentiva mai in grado di
raggiungere veramente la persona che avrebbe letto. Era un periodo così e non c'entrava il mare nè la distanza. Fece un movimento ed alzò il volume della musica. Il foglio rimase bianco...ma in compenso decine e decine di visioni le si affollarono nella mente.
"Come posso?" si chiese mormorando.
"Come posso?".
Posò la penna mentre la chitarra veniva pizzicata con rara maestria, distese le mani, le contrasse e riaprì più volte e poi riafferrò con risolutezza quello che era divenuto oramai quasi uno strumento di tortura per lei, la seguiva ovunque, ché senza non riusciva a stare, eppure non si degnava di
parlarle da troppo tempo, come fosse telepatica le insinuava il dubbio che le parole le fossero sfuggite per sempre, era una nenia che si ripeteva, sebbene leggera era subdola e non lasciava la sua presa. Decise che probabilmente doveva provare a scrivere qualsiasi cosa, decise che se non cominciava ora probabilmente non avrebbe più scritto una riga, decise che per ritrovare quella fonte di storie e parole che prima scorreva libera e spontanea probabilmente ora doveva scavare un po'...decise di iniziare. Dopo poco si accorse che parecchie cose le facevano alzare gli occhi dal foglio, era strano visto che normalmente niente influiva durante i percorsi della sua penna, una volta iniziato, seppur per traiettorie insensate, sempre proseguiva imperterrita ed incurante del mondo. Molti diversivi ora la fermavano, troppi. Di nuovo alzò gli occhi, le nuvole si muovevano placide e di nuovo fu invasa mille fotogrammi.
Nubi di panna montata, acque fresche di sorgente, gole, precipizi e monti, sabbia di mare dipinta dalle dita, valli piene di ulivi e azzurro intenso.
In uno scatto gettò a terra penna e blocco, li guardò giacere innocenti ai suoi piedi e si pentì immediatamente dell'ira poco trattenuta e del suo gesto. Che colpa avevano del resto quei poveri strumenti se la mettevano di fronte alla sua attuale incapacità...
Li raccolse e coprì con un tratto le poche parole scritte. Chiuse gli occhi e capì che era il tempo delle visioni quello. Era il tempo dello scintillio degli occhi e delle prospettive degli sguardi, forse qualche melodia poteva incastrarsi tra gli scorci, di sicuro si potevano inspirare aromi, ma le parole no, le parole non avevano spazio, quello non era il tempo delle parole. Ancora immersa nelle sue riflessioni non si accorse che qualcun'altro era entrato nella stanza oltre al Sole ed al suo gatto.
"Io esco...tu che vuoi fare? Resti a scrivere?" chiese lui dolcemente.
"Non ci penso nemmeno..." gli rispose lei
"...ancora qualche minuto davanti a questo foglio bianco e mi si candeggia il cervello...piuttosto lasciami due secondi per mettermi qualcosa di comodo e fuggiamo in montagna...per tutto il giorno!"
"E Destino?" domandò lui osservando il gatto steso a terra che già aveva il tipico sguardo d'accusa che adottava quando capiva che stavano uscendo.
"Gli ho lasciato poco fa da bere e i croccantini...in più la
finestra è aperta, se vuole andare può farlo in qualsiasi momento. Starà benissimo." gli gridò dal bagno.
"Penna e blocco li lasci qui?" insistette come per trattenerla.
"Sì, sì...Lasciali e...prendi la fotocamera." replicò lei già dal pianerottolo. Lui sorrise e con lo sguardo trovò quello che cercava, lo prese e si girò verso la porta. Destino era lì seduto che si stiracchiava. Dopo essersi scambiati uno sguardo il felino andò a sdraiarsi sui fogli che erano rimasti sulla scrivania.
"Fai con comodo." gli raccomandò facendogli l'occhiolino
"Ho idea che staremo fuori a lungo."
Il gatto sospirò con condiscendenza e il ragazzo si affrettò giù per le scale all'inseguimento del profumo dei capelli di lei.