mercoledì, 14 marzo 2007, ore 16:00

Seasons

Quest'anno ti ho persa Neve bianca, ti sei rifugiata solo in alta montagna, pochissimi fiocchi a bagnarmi le dita, un Inverno maldestro ed è già Primavera. Passano sui petali gli ultimi venti freschi all'ombra di rami che hanno anticipato le loro gemme. La senti la domanda Neve sparita? Dove sei stata in questi mesi? Perché ti trovo solo dopo una lunga salita? Osservo i guardiani della valle circospetta, sono già verdi e hanno l'aria serena. Mi manca qualcosa...
Gennaio, Febbraio...possibile che anche voi vi siate distratti? La Neve dov'è finita? Acqua dolce e vita. Un'uscita veloce durata poco più di un giorno e poi ti sei negata. Ad attenderti me, perplessa e preoccupata. Eppure Marzo è già giunto e non ti sei fatta più vedere. Genuino stupore, la sentimentale Estate anche d'Inverno emana il suo calore.
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prosa lirica





venerdì, 13 ottobre 2006, ore 00:46

Sospesa

Da un sogno imprigionata, attanagliata da una malinconia a volte disperata. Offre il viso al Sole durante il giorno, Sole che le scalda la pelle ed asciuga le lenzuola. Sporge una mano dal letto durante la notte, abbandonata mollemente mentre il sonno non arriva. La nostalgia ha le mani fredde, pensa mentre la Luna trasforma il nero del cielo in blu e si adopera per trattenere quell'azzurro che solo Apollo riesce a vedere. La nostalgia ha un profumo fresco di bucato, un profumo che ti si attacca alle dita. La nostalgia ti sussurra di dimenticare che le tue mani possano emanare un altro aroma, ma nonostante questo ella lo ricorda quell'odore, quell'epidermico sapore, quel calore che un tempo stringeva. La nostalgia ha le sembianze di un'alta torre che ti tiene distante e la distanza ogni giorno diventa più grande, si tramuta in infinite leghe. E così mentre Morfeo sta a guardare dolcemente si alza, si dirige verso la brezza che spira dalla finestra posando i palmi quasi gelidi sulle gote ben più calde e rosee di un pensiero che va oltre l'ardore, si appoggia lentamente alla soglia attendendo una pioggia, anelando un profumo, desiderando il calore, guarda in alto e si specchia nel diafano e ceruleo chiarore. Reciprocamente si consolano Danae e Selene.
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prosa lirica





sabato, 22 luglio 2006, ore 19:55

Girotondo

Ci sono cieli aridi che non versano lacrime, plumbei eppur immobili, scuri ma privi di pioggia benefica. Ben venuta sarebbe una tempesta, ben accetto un acquazzone ma niente di tutto ciò porta il refrigerio agognato e l'animo si sospende in perenne tensione, corda di violino che non può suonare, arco teso senza frecce da scoccare. Il Sole riesce a far trapelare solo il soffocante calore ma non un raggio di luce compare, la Luna nemmeno si fa vedere. Si muove lentamente il pesce nello stagno inconsapevole della tela del ragno, entrambi si contendono però lo stesso pasto, per l'ignara farfalla lo stesso ruolo nefasto. Si tende lo sguardo oltre ogni misura, si tende la mano ma senza premura, si tende il mondo che gira in tondo, verso la natura si tende la parola. Così chi non usa durezza presto sparisce, chi ama la cortesia di certo patisce, chi di gentilezza fa un principio bene non sarà accolto e di pietre aguzze farà collezione. In difesa davvero dunque conviene schierarsi, lontano dal pesce riuscire a volare, in spazi aperti scongiurando le tele, ché nessun altro verrà a salvarti nel crudele gioco delle parti.
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prosa lirica





lunedì, 26 giugno 2006, ore 01:17

L'Arte Di Prospero

L'immagine è fissa nel pensiero, dinamica nella percezione. Si agita dentro come fosse viva. Ho perso il timone proprio nell'attimo in cui si è scatenata la tempesta. Da sola non sono riuscita ad ammainare le vele, il vento mi ha portato lontano dal calmo mare che poco prima mi sfiorava con delicatezza la mano, corro e mi affanno pensando a quando con ansia attendevo di poter esclamare: Terra! Terra! E ora chissà dove sono, chissà se è ancora più distante. Eolo si accanisce e lacera, non faccio in tempo a fissare catene e a tirar corde. No, mi ribello, la terra dannazione non può essere lontana, soffro ma non ho paura d'affogare, soffro per chi non mi vede arrivare. Conosco la luce del faro, il cielo deve solo lasciarmela vedere, la terra diamine non mi può sfuggire, con tutta me stessa saprò lottare, giusto il tempo di arrivare, saprò ritrovare la via una volta ritrovata la tranquillità del mare, con la mano tornerò a sfiorarlo, con l'orecchio ad ascoltarlo, con la bocca ad assaggiarlo, col cuore a sentirlo. Arriverò e poi mi lascerò andare a chi so mi saprà asciugare, quietamente accoglierò Morfeo e la buonanotte non avrà parole, echeggerà in un sussurro senza più dolore.
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prosa lirica





mercoledì, 03 maggio 2006, ore 13:58

Illusion And Pain

La sofferenza è una strana creatura, si dibatte inquieta dentro te come fosse racchiusa fra quattro mura, dopo la notte e dopo la scoperta, ti lascia tornare a casa quasi serena, ti lascia percorrere i consueti sentieri, guardare la Luna senza timori. Poi avvolta nel calore delle coperte ti assale impietosa, ti irride, ti morde, ti picchia furiosa. Le parole si affollano nella mente, ricordi d'adolescenza e delle nostre voci in conversazione, la delusione ti strazia l'anima. No, non vuoi cedere al dolore eppure senti la prima lacrima rotolare. Folle, folle, cosa credevi? Urla mesta l'angoscia. Nel pianto affranto, nella perdita di ogni inganno, nella mancata risposta, nel silenzio dopo il suo urlo impulsivo durante l'alba. Credevo, credevo e ci credo ancora o forse, forse ci ho creduto finora. Come un vaso aperto sull'afflizione, come una lancetta che segna l'incerta ora, come fossi quella sciocca di Pandora.
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prosa lirica





giovedì, 20 aprile 2006, ore 15:55

Touch


Catturata, vinta, piacevolmente cinta. Di braccia amorevoli sono ingorda, pelle contro pelle, respiro su respiro, volute di fiato, si mescola il sospiro. Palpebre abbassate, labbra dischiuse, dolce e arrendevole spirito d'amore. In lode solo a te fin troppe parole quando il tuo elogio più grande è semplicemente stringere. Tacere, gustare, volere...amare. Ma di semplice non c'è nulla nell'umano sentire e probabilmente sorridi nel vederci spasimare, oh cherubino alato spiegami il cuore, dipana il mistero che nulla ha da svelare, basterebbe imparare ad abbracciare. Epidermica sensazione, stretta ardita verrà prima o poi mai veramente capita? Scorre caldo il sangue ad ogni pulsare, che bisogno c'è di parlare?
E probabilmente sorridi nel vederci consumare, in troppi suoni ci perdiamo, dannate parole, oh cherubino alato spiegami l'amore, dipana il mistero che nulla ha da svelare.



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prosa lirica





venerdì, 17 febbraio 2006, ore 12:36

Buio avverso

Più nero del nero, così rimani, più ostico di un foglio bianco, così resisti, più scostante di un rifiuto, così mi abbandoni in balia della notte insonne da cui cercavo rifugio. Solo ora leggermente ti arrendi e ti fai segnare da nastri irregolari di striato pensiero. Cielo scuro che ospiti una Luna oramai vinta e rivoltosa fatti domare più spesso che altimenti io non so stare, non riesco a non fermarmi per parlare, per riuscire a capire. La follia dell'essere è ciò con cui lotto portandoti la tempesta in un giorno di Sole. Più nero del nero, così rimani ed io non so più tradurre in piccole lettere il sentire, più ostico di un foglio bianco, così resisti mio cielo ombroso di tormento ed anche se la notte è passata tu ancora mi attendi. O forse io attendo te finalmente rivelato e placido, pronto ad accogliere i riccioli delle mie congetture così che io le possa qua abbandonare e di nuovo uscire a respirare. A respirare.

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prosa lirica





giovedì, 15 dicembre 2005, ore 16:58

Insomnia

L'atmosfera ovattata nel buio sembra rimbombare come fosse l'insieme di tutte le parole non dette durante il giorno, delle ore trascorse dissipando il tempo tiranno, dei giorni passati nel dubbio. Osservando la scelta: essere o avere, dire o fare, afferrare o lasciar andare, ricordare o dimenticare. E' una creatura traslucida che mi esce dal cuore, mi aggroviglia lo stomaco, mi oltrepassa la mente, scaccia Morfeo dolce amante, sussurra e grida, si lamenta e piange, attanagliata dalla mancanza, dall'assenza, da nessuna essenza. La reminiscenza di ogni cosa si fa lucido delirio, razionale rifiuto, folle desiderio di poter vivere di brezza, di potersi nutrire di calore, di potersi riparare in mare. Tutto riluce e poi si spegne lento il brillio di ogni attimo trascorso sentendosi enormi e sentendosi piccoli. Più piccoli di un granello di sabbia, più di una bugia scritta e poi abbandonata senza nulla a tenerla in vita. E' musica e silenzio, è sonno disperso.

"...All mine, You have to be So don't resist, We shall exist Until the day, Until the day, I die. All mine, You have to be..."
(Portishead - All Mine)
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musica, prosa lirica





martedì, 22 novembre 2005, ore 14:45

The Killing Moon

Pochi sguardi ad osservarti piccola, solitaria, dolce Luna. Il mio lo ricambi paziente nell'attesa di righe che ti ho rubato lasciandole altrove. Fogli, penne o sconosciuti tasti. Ti ho guardato per diverso tempo come se avessimo un conflitto aperto ed ora m'accorgo d'aver deposto le armi, benevola mi attendi, mi avvolgi di suoni che a te riportano. Confortante il tuo abbraccio che pure ho pensato di rinnegare, invadi di luce leggera notti e note che mi riportano sotto il tuo cielo, così privo di nubi, così scoperto d'amore e di dolore. Sono qua Luna, mai potrò andarmene perché ti appartengo come tu appartieni a me e non esiste sconvolgimento che troppo lontano mi trascinerà dal tuo spazio. Hai messo radici così profonde col tuo lieve chiarore che non le riesco ad estirpare dal cuore, pur volendo, pur razionalmente ascoltando una me che ti trova vestigia del passato, di un sentire troppe volte mutato. Ma tu sei nata in me ancor prima che ti scoprissi, per darmi vita ed uccidermi, per regalarmi sorrisi e lacrime. Come posso stringere le mani, affondare la lama...premere un bottone. Esito e sempre esiterò...è che mi piace sfidarti nonostante sia sicura della tua vittoria. Mi arrendo mia Luna anch'oggi mi abbandono e aspetto la notte. La tua notte, le tue note. Sorridi mia Luna sorridi, infondo hai sempre sorriso a chi invece che osservare te fissava il mio dito.

"Under Blue Moon I saw you
so soon you'll take me
up in your arms
too late to beg you
or cancel it though
I know it must be the
killing time
unwillingly mine
Fate up against your will
through the thick and thin
he will wait until
you give yourself to him
In starlit nights I saw you
so cruelly you kissed me
your lips a magic world
your sky all hung with jewels
the killing moon
will come too soon
Fate up against your will
through the thick and thin
he will wait until
you give yourself to him..."

Scorre in questo spazio, avvolgendolo...
The Killing Moon - Echo And The Bunnymen

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musica, prosa lirica





giovedì, 03 novembre 2005, ore 11:27

Fruscianti Fragori

Smarrirsi, incontrarsi, perdersi, lasciarsi...visioni dal centro del petto come onde frenetiche che si quietano tra le mura familiari di rosa dipinte, tra il calore di una trapunta, tra le fusa di una gatta. Ed allo stesso modo il senso di non appartenenza proprio fra le stesse mura non si placa, al contrario grida per poi sussurrare, in mille altri modi sa farsi sentire. La rabbia non sfogata, l'apatia mal celata, il risentimento verso chi chiede ma non conosce, chiede e non capisce, chiede ma non è interessato realmente altrimenti avrebbe già letto, avrebbe già visto. Chiedere cosa poi? Piccole anime che si aggirano in un piccolo paese di piccole case, che stanno su piccole colline alle pendici di piccoli monti ad osservare l'apparenza delle cose. Desidero volti sconosciuti che non fissino i miei gesti, una folla muta in una grande città brulicante eppur vuota, che sappia non disturbarmi mentre abbraccio parte del mio cuore. Fuori dal guscio della mia stanza, fuori dal suo tepore vorrei poter gridare solo al vento l'amore.

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prosa lirica





mercoledì, 28 settembre 2005, ore 11:10

Danza involutiva

C'è una sottile differenza tra il vedere e il non vedere, sembra palese e semplice comprendere cosa si sta osservando eppure non è così. Tengo gli occhi chiusi stanca dei miei fallimenti e proprio mentre penso di occupare forza ed energia nel cercare di capire mi sto rendendo volutamente cieca. In una sorta di danza macabra ignoro il mio lento scomparire e sorrido di fronte al tempo che si consuma inesorabile. Indosso una maschera e poi un'altra ed un'altra ancora in infinite mutazioni di me specchi solo del parziale. Giro in tondo mostrando mille volti senza nessuno che mi guardi negli occhi davvero e scorga l'intero. Ciò che era linfa vitale ora avvelena il sangue, asfissia la mente. E' il mio tocco che imputridisce o il sentire marcisce da solo? Gli scritti che narrano di attimi chiari immersi nel Sole prenderanno il colore dei fogli in cui sono rimasti intrappolati e che a lungo hanno vagato senza dimora. Non trovano posto e non ne troveranno. I ricordi non hanno saputo incarnarsi in trascrizione ed ora sono morti di rimpianto nel cambiamento.
Straccio pezzi del mio soffocante cuore, li lascio cadere e faccio finta di non vedere.
Incoscientemente continuo a ballare.

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sabato, 18 giugno 2005, ore 10:56

Seta  

Liscia la pelle scivola sotto la mano attenta.
Come rito propiziatorio anche per la mente ogni olio lentamente si muove e nutre. Nuove fragranze inondano le narici ed i respiri gonfiano il petto.
Mi preparo ed attendo.
E' l'attesa che lentamente tramuta. Nessun dolore deve poter trovare appiglio nell'aspettare. Fu già molto tempo fa il supremo consiglio. Non ci colga impreparati quello che c'è e che fa il suo corso. Che il pensiero sia pronto e così anche il corpo.
Liscia la pelle scivola sotto la mano attenta.
Odor di pesca e di zenzero che ad inspirarlo sembra quasi rotondo.  E così morbidamente il dolce sentore arriva nel profondo.

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martedì, 14 giugno 2005, ore 12:43

Fuggevole narratrice

E' tempo.
E' tempo che ogni ribellione passi dal foglio bianco altrove.
Esso finora è sgusciato sinuoso tra i pensieri rifiutando di lasciarsi impressionare.
E' tempo di combattere per poter di nuovo far leggere e vedere.
L'ostico chiarore sarà vinto dai piccoli segni perché nella mente non alberga più il desiderio della trascrizione.
Nulla è possibile narrare.
E così allora senza meta la penna scorre ma non si lascia guidare.
Blatera di difficile sentire, sempre con lo stesso colore.
Eppure sogna il cambiamento, sogna di districarsi dai medesimi pensieri della medesima anima che vive i medesimi fallimenti.
E così allora si lascerà andare, ad intervalli e velocità diverse tornerà ad urlare o sussurrare, a donare quella sensazione. Quella tutta particolare che solo essa riesce a dare.
E' tempo di essere strumento ed origine, fine e percorso.
Per la porta di un sentiero che nessuno può varcare essa languidamente propone le sue lusinghe.
E' tempo di lasciarsi tentare.
E così è come giocare al rimbalzo con ogni piccola lettera da depositare.
Presto, presto che Noia ci verrà a cercare e Silenzio ci vorrà tacitare.
Ma corre più in fretta la mano del pensiero che la volontà ora non la può fermare.
Giungerà in un luogo ignoto, porterà ad una nuova prospettica conoscenza...si deve solo assecondare, solo assecondare.
Sognato da Mirus
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prosa lirica





mercoledì, 27 aprile 2005, ore 01:11

Vermiglio liquido

Ogni tanto mi accade.
Succede sempre meno spesso ma attendo il tempo in cui i ricordi saranno vividi come fossero appena vissuti e frequenti come le gocce di pioggia in primavera. So che verrà, non ci si può fidare di esso ma non è questo il caso.
Quel tempo verrà.
E così vedrò e rivedrò ancora, quella lama affilata che lentamente si muove e le piccole stille rosso rubino che sottraevano dolore al dolore, quasi non ci credevo eppure energicamente agiva, funzionava, lo guardavo scivolare e sapevo il suo nome. Ero tenera...e se ora osservo scorgo chiaramente i segni di quel passaggio.
E così avrò il desiderio di sentire ancora, sulla pelle ancora, nella carne ancora.
Riflesso rosso di un pensiero scosso, imbizzarrito, solo dalla sofferenza calmato.
E così io lo uccido ancora, nella mia mente ancora, sul mio corpo ancora.
E così ci sono momenti in cui ripudierei fortemente Amore, vorrei rinnegare il suo scorrere e il suo colore.

Ma non posso...
...ne ho piene le vene.
Sognato da Mirus
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attimi, prosa lirica