sabato, 28 marzo 2009, ore 13:53

Misteri

Cosa ci faccio qui con un incubo mattutino che svanisce nella veglia, che disturba il riposo ma per poco si fa sentire. Non fa fusa il risveglio tranne quelle avvolte nella pelliccia, la pelliccia di un sogno che dispare e che si struscia contro l'anelito di chi non compare. Cosa ci faccio qui con le parole da trovare, che inseguono le distrazioni del nulla esplicito, come una nuvola che dal vento è sospinta a svelare e celare in un continuativo sognare di volare. Cosa ci faccio qui con l'assenza della musica, di un vero calore vitale, che è l'unica via per riuscire veramente a dissotterare i termini della definizione di una condizione meno che spaziale e più che sostanziale, una condizione da vagliare per riuscire a disturbare più di un mattino con una vaga visione.

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attimi, visione





giovedì, 31 luglio 2008, ore 09:37

Buongiorno









Distese membra
al novello mattino.
Sonore fusa.




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haiku, visione





sabato, 31 maggio 2008, ore 21:49

Contrasto
[Tre Colori]









Verde acceso,
alto grigio sospeso,
scostante celeste.



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haiku, visione, libere sillabe





mercoledì, 30 aprile 2008, ore 22:25

She

Il timido turbinio
è nell'iride.
Al lobo vezzo di perla.

[dedica/ta a lei]

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haiku, visione, libere sillabe





domenica, 30 marzo 2008, ore 04:16

Disteso


Lo sguardo si perde nel tepore del Sole.

[Sussurro] Quanta voglia ho di fare l'amore con te.


L'orecchio si tende al canto delle nuvole
che, bianchissime, ombreggiano l'erba.

[Sussurri] Quanta voglia ho di fare l'amore con te.


I fiori punteggiano il manto smeraldo
che vibra all'eco del leggero vento.

[Sussurro] Quanta voglia ho di fare l'amore con te.



Ti vorrei.
...
Su di un prato.
...
Disteso.


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frammenti, visione, libere sillabe





giovedì, 31 gennaio 2008, ore 15:22

My Fleeting House

Veloci transitano i treni,
con le loro carrozze colme.
Il pensiero rimbalza sui finestrini,
il paesaggio scorre lesto,
lesti scorrono i destini.



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musica, visione, libere sillabe





lunedì, 31 dicembre 2007, ore 08:46

Zenzero E Cannella

Respirandone l'odore
s'intuisce il sapore,
il delizioso sentire.


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haiku, visione, libere sillabe





lunedì, 24 settembre 2007, ore 23:10

Wish




   Il ripetuto rumore ritmico ricordo.

   Malcelata mancanza di esso mi invade.

   Ora solo vagheggio i miei viaggi.

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visione, libere sillabe





lunedì, 30 maggio 2005, ore 14:47

Imperativi categorici

L'imposizione necessaria diviene scontro diretto. Vive e scalpita Rabbia repressa che non ne sopporta alcuna.
Ma c'è il modo per acquietarla, esiste l'equilibrio, che forse però sta tutto nella sua ricerca.
Non giungerò mai al perfetto punto di sospensione tra fare e volere, non giungerò mai ad afferrare veramente la materialità di certe situazioni.
So però che ci sono attimi in cui ogni cosa perde la sua effimera concretezza.
Luoghi, momenti, visioni e  soprattutto suoni che si elevano dallo stato cosciente. Viaggiano, trasportano e trascinano lontano. O forse ti tengono vicino. Così vicino che stupita ti trovi ad osservare il tuo cuore quando credevi di spostarti per guardare qualcun'altro. In realtà credo che ogni "altro" debba accompagnarti per essere veramente parte del viaggio, non basta essere meta, non basta essere obiettivo. Se le orme tendono ad un luogo che poi dispare voltandoti indietro è semplice accorgersi che si è camminato soli.
Nessun luogo come destinazione ma impronte adiacenti, è questo il chiaro segreto.
Quando accade tutto succede con una naturalità così sorprendente da interdire il respiro al solo pensiero, anche se nel volgersi poi si possono notare segni impressi da passeggiate solitarie, l'importante è intravedere dove e quando esse sono più avvallate...perché reggevi qualcuno tra le braccia, perché ti sostenevano tra le braccia.
E così io le vedo le mie orme a volte solitarie e leggere, così come vedo quelle che le affiancano o quelle lasciate profonde e pesanti.
Lasciate da me...lasciate da altri.
Infine solo uno è l'unico imperativo categorico che posso e voglio darmi: non perdere di vista i percorsi ed osservare dall'ombra più a lungo possibile il Sole tra le fronde, tutte le volte che si fa strada tra i rami tutte le volte che, nonostante me, brilla.


(Torre del Parco 28.-.05.-.05 h.14.12)
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attimi, visione